Etica del turismo

Società, economia e ambiente

Pensare globalmente e agire localmente

Etica del turismo: un tema globale

Ancora una volta è un documento promosso dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UN Tourism) a ispirare i concetti fondamentali della visione simtur: il Codice Mondiale di Etica del Turismo

Approvato nell'ormai lontano 1997, il Codice rappresenta una vera e propria bussola etica per governi, imprese turistiche, viaggiatori e comunità locali, promuovendo valori come la tutela dell’ambiente, la giustizia sociale e il rispetto delle comunità locali.

Il Codice rimane uno strumento estremamente attuale, che contiene riferimenti etici di primaria importanza. E' sufficiente scorrere l'indice per coglierne il valore:

  1. Il turismo quale strumento di comprensione e di rispetto reciproco tra i popoli e le società
  2. Il turismo quale mezzo di realizzazione individuale e collettiva
  3. Il turismo quale fattore di sviluppo sostenibile
  4. Il turismo quale fruizione del patrimonio culturale dell’umanità e sostegno al suo arricchimento
  5. Il turismo quale attività vantaggiosa per i Paesi e le comunità ospitanti
  6. Obblighi degli attori del settore turistico
  7. Diritto al turismo
  8. Libertà di movimento a scopo turistico
  9. Diritto degli imprenditori e dei lavoratori dell’industria turistica
  10. Applicazione dei principi del Codice mondiale di etica del turismo.

La visione del prof. Corrado Del Bò

Responsabilità, sostenibilità, equità

Il prof. Corrado Del Bò - nel suo libro "Etica del turismo. Responsabilità, sostenibilità, equità" (edito da Carocci, 2022), analizza questioni molto attuali, passando da esempi concreti come i selfie in luoghi della memoria (es. Auschwitz), la visita a popolazioni culturali marginali (le donne dal collo lungo in Thailandia), fino alle problematiche sollevate dal turismo organizzato e di massa.

In simtur, riteniamo che il suo contributo vada molto oltre il Codice ONU, interrogandosi sui limiti etici del turismo attuale e sul tipo di turismo moralmente auspicabile, proponendo una riflessione critica con implicazioni pratiche, che si caratterizza per:

  • un’impostazione filosofica applicata al turismo, analizzando comportamenti concreti e dilemmi morali,
  • un’attenzione particolare alla sostenibilità oltre che alla responsabilità sociale ed ecologica,
  • un profondo rispetto per le culture e le identità locali
  • una critica al turismo di massa, frettoloso e superficiale, a favore di un turismo più consapevole e giusto.

Un quadro di sintesi

Dal quadro di valori all'etica applicata

simtur e il prof. Del Bò si incontrano su un terreno di etica applicata, con un focus condiviso su sostenibilità integrata, rispetto culturale, governance partecipativa e trasformazione consapevole: una condivisione che rende molto fertile il rapporto tra teoria etica e prassi strategica in chiave di turismo rigenerativo.

Ci permettiamo di disegnare quasi una "mappa" degli elementi di convergenza:

Responsabilità e sostenibilità sociale-ambientale:
simtur pone al centro la relazione tra comunità locale, puntando a rigenerare territori e comunità con strategie che minimizzano gli impatti. Questo si allinea con la forte enfasi di Del Bò su una responsabilità etica autentica, che richiama il rispetto per le risorse naturali e culturali come patrimonio collettivo e la tutela della biodiversità, evitando lo sfruttamento indiscriminato.

Ascolto, partecipazione e inclusività:
La metodologia di simtur valorizza il coinvolgimento attivo e partecipato delle comunità locali, dando voce alle diverse attitudini e necessità. Il prof. Del Bò difende un turismo che rispetta profondamente le culture e le identità, evitando di ridurle a “scenari” o “attrazioni” superficiali. Entrambi gli approcci mettono in primo piano il riconoscimento dell’altro come soggetto, non come oggetto turistico.

Etica relazionale e valore collettivo:
simtur intende l’intelligenza relazionale non solo come strategia ma come fulcro etico che sostiene la collaborazione e la co-governance. Del Bò evidenzia come l’etica nel turismo debba costruire relazioni autentiche, basate sul rispetto, l’equità e la giustizia sociale.

Dubbio creativo e cambiamento consapevole:
simtur promuove un approccio legato al dubbio creativo, alla sperimentazione e alla rigenerazione continua. Del Bò, attraverso la sua analisi morale, invita a una riflessione critica dei comportamenti turistici, sfidando le pratiche convenzionali per un turismo più consapevole e rispettoso.

Centralità del valore umano e culturale:
Entrambe le visioni respingono un turismo consumistico, puntando piuttosto a un’esperienza che valorizzi l’incontro umano, la cultura e il senso di appartenenza territoriale

Affinità elettive

Riflessioni condivise attorno ai limiti del turismo

Di grandissimo interesse l’analisi che il prof. Del Bo concentra sulla giustizia distributiva: non basta la presenza del turista a giustificare l’impatto che produce, perché bisogna valutare se i benefici economici sono equamente distribuiti e se il prezzo pagato è adeguato rispetto al carico che il territorio sopporta. In altre parole, il comportamento turistico deve essere valutato in termini di equità reale e non solo apparente, coinvolgendo non solo gli individui ma anche le istituzioni che regolano e organizzano.
Analogamente, simtur riflette operativamente sulla capacità di carico e altre metriche di impatto innovative.

Del Bò affronta la complessità della sostenibilità ambientale legata ai comportamenti turistici, sottolineando il paradosso dell’autenticità di un luogo, quando l’interesse di un gran numero di persone può condurre al rischio di degrado e perdita dell’autenticità stessa. Questo implica una responsabilità consapevole da parte del turista, che deve riflettere sul proprio impatto e privilegiare comportamenti meno invasivi e più rispettosi.

Ci piace la riflessione di Corrado Del Bò perché riesce ad essere profonda e critica senza risultare paternalistica o prescrittiva: anche in simtur confidiamo che ogni visitatore possa assumere responsabilità personali e consapevolezza morale, ma anche che le comunità, le organizzazioni e i policy maker possano creare sistemi e regole che promuovano un turismo rigenerativo.